Il Teatro Fellini è tra gli edifici teatrali di maggior pregio del Lazio. Riconosciuto dalla Soprintendenza delle Belle Arti e Paesaggio come complesso monumentale, è l'unica sala del nucleo delle città dell'agro pontino ancora adibita all'uso per il quale era stata creata.
Il Teatro Fellini nasce originariamente come "Cinema Teatro ENIC" e Dopolavoro, progettato dall'architetto Oriolo Frezzotti nell'ambito della fondazione della città di Pontinia. Il 18 dicembre 1935, in occasione dell'inaugurazione della città alla presenza di Benito Mussolini, il teatro rappresentava uno dei principali luoghi culturali e aggregativi del territorio. Per l'occasione venne utilizzato un importante sipario scenografico proveniente dal Teatro Bol'šoj.
L'attività teatrale vera e propria prende vita alla fine degli anni '40 grazie a un gruppo di cittadini che diede origine alla Filodrammatica locale, consolidando negli anni '60 e '70 una significativa tradizione teatrale sul territorio. Successivamente, passato a gestione privata con il nome di "Cine Teatro Max", l'edificio viene acquisito dal Demanio dello Stato nel 1951.
Dopo un periodo di inattività, nel 2001 il Comune di Pontinia avvia un importante intervento di restauro e il teatro viene inaugurato con il nome di Teatro Fellini. Nel 2015 segue un ulteriore restauro conservativo con adeguamento funzionale della struttura.
Oggi la gestione del Teatro Fellini è affidata all'Associazione Culturale La Macchia e alla Cooperativa Sociale Spazio Comune, sotto la direzione artistica di Pierluigi Polisena e la direzione tecnica di Gianluca Panecaldo, con l'obiettivo di promuovere attività teatrali, culturali e formative rivolte al territorio e alle nuove generazioni.
L'edificio si presenta esteriormente ricoperto in zoccolo da lastre di travertino — compreso il portone d'ingresso e la cornice delle finestre — e intonaco liscio. La facciata è semplice e lineare, in pieno stile razionalista, con il prospetto principale affacciato sulla piazza centrale del Comune.
Dall'ingresso centrale si accede al foyer, adiacente alla sala teatrale. Alla platea si contrappone una piccola galleria da cui si accede alla cabina di proiezione. Nel piano superiore un corridoio semicircolare, attiguo alla galleria, conduce all'angolo bar e agli uffici. Gli interni rispecchiano la semplicità e sobrietà degli esterni, con pavimentazioni in graniglia e inserti in marmo.
Il maestoso sipario proviene dal Teatro Bol'šoj di Mosca, realizzato nel 1928 dalla fabbrica russa "Gabriska". Interamente realizzato a mano, ricamato con applicazioni in raso su velluto blu, fu messo a disposizione dal Teatro dell'Opera di Roma per l'inaugurazione di Pontinia nel 1935.
Dopo il restauro degli anni '80, il sipario sparì misteriosamente per decenni. Recuperato e perfettamente conservato, è tornato in funzione nella sua storica sede, accolto con grande commozione dalla comunità di Pontinia.
All'inizio degli anni '90 il regista Marco Ferreri scelse il Teatro Fellini di Pontinia per ambientare numerose sequenze del suo film "Diario di un vizio", girato tra Sabaudia e Pontinia. L'opera venne presentata alla 43ª edizione del Festival Internazionale del Cinema di Berlino.
Un riconoscimento cinematografico che testimonia il valore culturale e architettonico degli spazi del Teatro Fellini, capaci di ispirare anche il grande cinema italiano.